La ballata del Protagonista

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Un personaggio si ritrovò, suo malgrado,
ad essere chiamato protagonista in una storia,
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allora venne scolpito solo di doti che la realtà non sa mantenere,
da delle mani zeppe di niente e di noia.

Al personaggio fu imposto un amico e una donna,
questa per sentirsi felice e l'altro per portarlo in gloria,

ma il personaggio alla lunga risultò noioso
e privo di quel fuoco degno dell'ammirazione.

Così sul percorso della sua storia venne aggiunto ahimè il suo doppione,
che di nero venne tinto per apparire diverso e peggiore.

Il doppione stanco di essere chiamato antagonista gli uccise l'amico e la donna per la vergogna
e costrinse il suo protagonista a guardarlo al di là dello specchio della menzogna,

ma il protagonista, accecato dalla vendetta, di fronte al riflesso non si riconobbe,
così decise di portare tutti e due nel profondo degli abissi al giudizio della Morte.

Entrambi di fronte al grande giudice della Vita chiesero chi tra i due fosse degno della Gloria,
ma la Morte che in due vide una persona, rispose che senza uno non esisteva la Vittoria

andarono via con nel cuore questa risposta
e uno dei due, non importa chi lo disse, fece una proposta:

"Se siamo costretti a camminare incatenati tra il bene e il male
solo una cosa ci rimane da fare;
fare in modo che nessuno dei due vinca
per portare all' infinito la nostra esistenza,
in questo modo potremo vivere per sempre
e far sì che chi ci ha creato, in eterno sia dannato."