Gli italiani vanno a muzzo !


Ho un rapporto strano con i cugini francesi. Mi affascinano, ma al tempo stesso so che in una lunga convivenza scatterebbe la rissa. Con i cugini francesi ho condiviso soprattutto momenti di gran sbronze, sbronze che solo i francesi sanno avere. I francesi sbronzi che ho visto e che vedo diventano grotteschi tant'è che sbronza pure io ho sempre sovrapposto questi personaggi francesi ai personaggi di Edika suscitando in me risa incontrollabili e poco fini.
Con i francesi ho un rappoto di amore e odio; l'amore per la capacità estrema di stare sempre sopra le righe e un odio dettato da una profonda invidia nei loro confronti.
Scrivo questo dopo aver ricevuto una telefonata dalla Glo che in questi giorni si trova ad Angoulème. So che altri ci sono andati e nonostante mi manchi la Francia e il parlar francese sono contenta di non esserci andata perchè, quando ci andai io, mi si è parata davanti l'ennesima consapevolezza di quanto siamo idioti noi italiani. Qui scatta l'invidia. L'invidia di come il popolo francese sa essere popolo combattivo, aggregato e senza peli sulla lingua.
Gli italiani dopo il duemila con la convinzione di una terra promessa hanno cominciato a invadere Angoulème con il tipico fare italiano, ma non dico questo perchè non fosse giusto, se no che cavolo ci sono andata anch'io ? Più che altro l'andare a quella manifestazione e avendo bazzicato soprattutto nell'ambiente indipendente mi ha fatto riflettere su molte cose del nostro fare.
Per come stanno procedendo le cose mi sembra l'esecuzione di un filmino antico ripetuto migliaia di volte. Il fumetista che va in paese straniero non viene visto come L'italiano, ma come UN italiano. Non ci sono correnti, non c'è una linea, non c'è un unione italiana; è come rovesciare in mezzo a una stanza una quantità di oggetti diversi e sparsi: non si capisce un cazzo. Non ci sono dei ripiani dove puoi appoggiare gli oggetti e trovare la passione di catalogarli cercando delle affinità tra un oggetto e l'altro. Il fumetto italiano va a muzzo, usando un espressione dei nostri tempi, si va là. Per dire che ? Ciao sono italiano e sono bravo. Ma quale rispetto può avere di noi questa gente se siamo i primi a non rispettarci. Oddio ci sono dei casi ben voluti in Francia perchè lo meritano e non vanno a muzzo... ma non mi viene in mente un nome... aiutatemi... oh sì Barbucci e Canepa, Gipi mi sembra e poi... e poi boh.... i maestri Manara, Crepax, Pratt... e si ricomincia con il film antico.
Insomma in parole povere non c'è un'italianità, l'italiano non ha identità, l'italiano va a muzzo.
Io allora mi sono accontentata di aver familiarizzato con degli indipendenti e soprattutto con Chester che mi diceva la Glo non esserci quest'anno tra gli indipendenti. E questa è la dimostrazione di una coerenza poichè anni fa mi disse di essersi rotto il c... di certe cose dell'organizzaione che penalizzava gli independenti e che quindi non vi avrebbe più partecipato fino a quando non sarebbero cambiate le cose. Proprio come qua non è vero ? Che tutti si lamentano , ma a Lucca ci vanno lo stesso... bah.
Comunque Chester, per come lo conosco (un francese veramente affascinante con cui mi prenderei volentieri a schiaffi dopo una lunga convivenza), non ha certo problemi a portare in giro il suo ultimo "My way" indipendentemente da Angoulème. Il mondo è grande. Mi fa piacere essere anche su questo numero di cui non posto assolutmente niente, se lo vuole fare lo farà il Neri sul suo blog, mi fa picere essere ancora pubblicata su una rivista indipendente francese che là gode di grande rispetto insieme ad altri grotteschi personaggi che quando si ubriacano non hanno mai la ciucca triste. Come li invidio ! Vi odio francesi !

A presto Francia.



L'immagine sopra è di una contestazione dell'ACTA ad Angoulème durante una fiera dei sapori mi pare. (Adoro i francesi quando usano l' arte come critica violenta indipendentemente dal mio pensiero personale visto che sono una carnivora cattivissima)