Cosa accadrà ? Mele o il resto della frutta ?


Attivissimo ha scritto un pezzo ieri che è rimbalzato in internet per il tema piuttosto scottante.
Il discorso è molto ampio e difficile, soprattutto quando si parla di censura.
Recchioni riprende il discorso e ne fa dibattito qui e qui. E' ovvio che questo problema colpisca soprattutto la digitalizzazione di ciò che è arte visiva e chi ne paga molto le conseguenze è appunto il mercato dei fumetti che non può vivere senza immagini e le sue mirabolanti infinite possibilità narrative.
Io, che adoro gli schemi, ne ho fatto uno "e scusatemi se non è in scala", in cui si possa analizzare i passaggi e le politiche aziendali che trovo in linea con il discorso e ne amplifica il concetto.
Premetto: adoro l'Ipad, come ho trovato fantastico l'Iphone (io ho preso il 2g all'inizio e con quello sono rimasta perchè l' Apple spara la bordata pionieristica, ma poi le successive non superano di molto il primo, proprio perché il primo è stra avanti). Lo stesso è per l'Ipad e sono convinta che il concetto alla base dell'Ipad cambierà il corso degli eventi storici come sta facendo adesso.
Dallo schema emergono due fatti importanti per me: nella linea del Sacro Apple Impero c'è un contatto diretto tra distribuzione (Itunes) e la casa madre (Apple) e a quella simbiosi non si può prescindere, perciò per quanto i contenuti siano fatti da altri chi ne risponde ad oggi è appunto mamma mela (?) come in questo caso ? (la sentenza c'è e il mercato ne deve prendere atto).
Il secondo fatto sta lì nella colonna delle Finestre sui Mondi: per interessi, per politica, per numero di persone e aziende a conti fatti sono i più forti e arriveranno, o sì che arriveranno.
Ora, per tornare al punto fumetto, mi pongo delle domande:
Vale la pena mettere adesso su Itunes, l'unico vero mercato di adesso, fumetti vecchi o nuovi e sottostare alle leggi della Mela ? Per me sì, se non se ne fa una questione filosofica o ideale e si vuole esserci. Nonostante questo discorso, meglio uscire e poi riuscire un giorno, quando sarà possibile, con la versione integrale (risultato: alla fine si vende due volte). Per i prodotti e per gli autori nuovi vale il discorso antico: prima farsi conoscere, diventare famosi se si riesce e poi fare un po' quel che vuoi.
La Mela un giorno sarà meno bigotta e disintegrerà la colonna di destra dello schema ? La vera domanda è PERCHE' ha scelto questa linea ADESSO. Per me perché appunto hanno sempre avuto una politica pionieristica, quasi da ricercatori scientifici con alla base delle menti illuminate che però sbattono con un mondo enormemente più antico del futuro che presentano. Perciò tutti gli altri stanno a guardare e dicono: vai avanti tu e nell'andare avanti si scontrano con leggi non ancora fatte o vecchie, con pensieri e principi molto radicati (non dimentichiamo che l'azienda sta in U.S.A. dove le tette non sono poi così consentite come in Europa e se vuoi qualche finanziamento... se non vuoi che ti rompano le balle... etc. etc.)
Dylan Dog ? Non si sono fatti molti problemi a censurare i baffi di Groucho per fare il film in U.S.A. (sì lo so alla base c'è un problema diverso) e si faranno dei problemi a cambiare o rimettere mano su qualche tetta o scena di sesso di Montanari e Grassani (?) ? Ma certo che no se si vuole esserci e non sempre in ritardo e se si vuole VENDERE e sperimentare. E' giusto ? E' sbagliato ? La censura la trovo sempre sbagliata, ma ... ci sono dei ma ...
Dal canto mio, trovo assolutamente fattibile e anzi credo che bisognerebbe passare con il fumetto a questo nuovo impianto. Credo veramente che il futuro del fumetto debba e deve passare per le nuove tecnologie. Nonostante tutto ho il figlio più piccolo di 5 anni che per chiedere di accendere la luce dice: "clicchi la luce ?"