Sì, ma loro dov'erano ?


Sicuramente aver preso un caffé e dopo aver letto questa recensione è stato determinante per l'effetto che ha avuto su di me. Dopo la presentazione ufficiale del film ecco spuntare gli articoli. Per adesso mi riferisco a questa in particolare perché in realtà mi è capitato in home su FB. Prima erano solo commenti in giro, tra forum e blog, quindi presumibilmente lettori e non giornalisti. Quindi parole come incapaci, distruttori, ignoranti riferiti alla produzione americana e al regista mi facevano un po' sorridere, ma che sia un articolo a usare la parola CANNIBALIZZARE e venire a conoscenza che il regista sia stato buttato così nella "tana dei leoni" alla presentazione mi fa incazzare un bel po'.
Partiamo dal presupposto che è noto già da parecchio tempo che il film di Dylan Dog abbia a che vedere ben poco con la serie a fumetti; bastava seguire o sbirciare una volta sul blog ufficiale, sia da qualche immagine che girava, sia da commenti sparsi in internet e tra gente del settore. Ok metabolizzato il fatto e lasciata da parte la delusione di vedere il proprio eroe a fumetti così cambiato tanto da colpire il fanciullo che c'è in noi, cominciamo a ragionare un po' da adulti e facciamo della critica un po' più distruttiva senza aver la tremarella di tagliarsi le gambe nel settore italiano.
E' facile dare le colpe a chi sta a migliaia di chilometri di distanza, ma qui la casa editrice dov'era ? Se il film è così ed è uscito così vuol dire che qui a casa nostra nessuno ha battuto ciglio. Inoltre mi arrivarono voci di corridoio che la scelta di tagliare, per esempio, Groucho non è stata una scelta americana, ma una scelta partita da qui (vero ? falso ?). Groucho poteva essere infilato in tutti i modi possibili senza andare a toccare i problemi di copyright. Sarebbe stata una scelta faticosa, come sarebbe stato faticoso collaborare a distanza e far tradurre tutti quei migliori Dylan Dog che non sono arrivati in america. E già sulla traduzione si aprirebbe una voragine perché non basta la traduzione, soprattutto perché Dylan Dog è un inglese di Londra, ma con stile narrativo italiano... e il film è americano. Il regista avrebbe dovuto fare più fatica ? Sì volendo, ma la fatica di là presumeva una fatica di qua: fatica non solo intellettuale e fisica di spostamenti tra autori, traduttori, sceneggiatori, ma anche economica. Non voglio farla lunga, anche perché l'effetto del caffé sta svanendo, ma se dovete accanirvi nelle recensioni e non da lettori, cercate di distribuire equamente le responsabilità, se di responsabilità bisogna parlare.
Kevin Munroe ha fatto l'americano e gli italiani hanno fatto gli italiani... più semplice di così.
La cosa buffa è che ai ragazzi nei forum americani il trailer piace, ma a quanto ho capito non c'è ancora ufficialità nella distribuzione fuori dall'Italia.
Il film non sembra malaccio per il target giusto ... certo se non fosse Dylan Dog

cattivo ! cattivo Munroe !