Aspettando il derby per il sindaco di Milano




L'attesa per il ballottaggio tra i due sindaci è paragonabile quasi a un derby. C'è chi festeggia, chi tiene duro e c'è chi si allena. Partono scommesse, pronostici azzardati, c'è chi fa le corna e chi litiga per strada o in un bar.
In tutto questo sono sicura di una cosa e sono contenta che Milano l'abbia dimostrato:
con questa città non si scherza, di questa città si può dire di tutto, ma non che sia prevedibile. Qui nulla è prevedibile, la sua velocità e la grande diversità della gente che la popola sono la linfa vitale. Nascono e crollano idee, appaiono e scompaiono mode e dall'omologazione e l'aggregazione della gente in un periodo ne segue il suo disfacimento. Qui si crea e si distrugge per creare di nuovo... come puoi prevedere, cosa puoi prevedere?
Milano è la città dall'equilibrio instabile dove tutti sono milanesi, ma non lo è nessuno, e' il bianco o il nero con le sue molteplici gradazioni di grigio in mezzo di cui spesso viene accusata.
La città che accoglie tutti, ma che te la fa pagare cara; la città della sopravvivenza al limite dell'impossibile e della ricchezza più estrema.
Fanno bene ad essere delusi da una parte, come dovrebbero invece stare molto attenti a festeggiare dall' altra, perché il segnale arrivato da Milano è molto più complesso di quel che sembra.

Qui il sondaggio dell' Istituto Cattaneo di Bologna riguardanti le comunali 2011